La Disparition – Il Fantacalcio senza la “e” #8

Sostiene Pereyra, Roberto per l’anagrafe, argentino in forza all’Udinese, che quella notte non aveva dormito benissimo, si sentiva inquieto, agitato, come se qualcosa che non riusciva a definire bene lo attanagliasse, gli togliesse la tranquillità, e invadeva il suo sonno, disturbandolo e proiettando ombre scure e impenetrabili. A un certo punto si era alzato, aveva bevuto una limonata, aveva letto qualche riga di Balzac ed era tornato a letto, poco convinto.
Il giorno dopo la sua squadra, la Margot United, avrebbe sfidato La Disparition, la temibile compagine senza la “e”, e lui temeva di non essere all’altezza, di rimanere invischiato nelle maglie di quel centrocampo che solo la settimana prima aveva sovrastato quello del Real Catagna.


Sostiene Pereyra che forse per quello la sua prestazione contro il Crotone non era stata indimenticabile e che nemmeno l’assist di Berardi e il gol di Immobile l’avevano poi tranquillizzato, che sentiva ancora qualcosa di indefinibile dentro, come un alito di paura che gli soffiava continuamente sul collo, mozzandogli quasi il respiro. E la domenica non era andata meglio, anche se La Disparition aveva gettato al vento una grande occasione con Musa Barrow, che prima aveva segnato da centrocampo e poi aveva fallito un rigore, ammosciandosi come una mozzarella proprio nel momento decisivo.

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